“TORNIAMO TRA LA GENTE”

RIMINI E’ una corsa a tre, quella per la segreteria comunale del Pd. Federico Berlini, Edmund Kumaraku e Samuele Zerbini, il consigliere comunale che si è fatto avanti negli ultimi tre giorni prima della scadenza. Non è stato di certo difficile per lui raccogliere le firme richieste: molti attendevano e qualcuno sperava nella sua candidatura.

Consigliere Zerbini, come mai questa scelta all’ultimo?

“In queste settimane ho ricevuto molte richieste da diverse parti. Volevano che mi mettessi in gioco per occupare questo ruolo. Ci ho pensato e ho deciso di accettare anche questa nuova sfida”.

Con quali obiettivi?

“Secondo me il Pd ha bisogno di allargare il dibattito. Deve quindi ritornare in mezzo alla gente, nei luoghi dove da tempo non c’è più. Nelle scuole, nei quartieri, nelle piazze. Il nostro deve essere il partito che ci mette la faccia, che dice sì o no. Chiaro e netto. Altrimenti ci sfiniamo nella indeterminatezza. Ultima cosa di cui hanno bisogno oggi i cittadini. Non dobbiamo essere il partito del ‘forse’ o del ‘ma anche’. Usciamo quindi da questa fase di commissariamento per ripartire con forza”.

Come è stato accolto all’interno del partito?

“Intanto siamo il partito democratico, dobbiamo dimostrarlo anche in questo. Del resto, i candidati sono più che validi e sarà facoltà degli iscritti scegliere da chi vogliono essere rappresentati. In piena democrazia. Come, d’altronde, è giusto che sia”.

Qualcuno l’accusa di rappresentare il vecchio.

“Ho 36 anni. E’ una sfida tra giovani, questa. Ho solo il vantaggio di potere contare sulla mia lunga esperienza politica”.

Restando nell’ambito delle accuse, qualcuno afferma che la sua candidatura è una provocazione.

“Io mi candido per costruire e unire. E’ troppo tempo che ci sono rotture e spaccature. Il vento è cambiato e, la crisi attuale, non ci permette il lusso di perderci nelle questioni interne al Partito. Quando fuori ci sono famiglie che hanno ogni giorno montagne di difficoltà da affrontare”.