Tutti i programmi di Sky a un prezzo irrisorio. Come? Attraverso le card pirata di un negozio di elettronica cattolichino. Un giochetto che ha messo nei guai il titolare, un pesarese di 43 anni, denunciato dalla Polizia Postale di Rimini per violazione del diritto d’autore. Si chiama “card sharing”, è uno sofisticato stratagemma che permette di condividere con più utenti l’abbonamento Sky. Pare fosse da mesi che il negozio aveva messo su questa attività parallela e quando si è iniziata a spargere la voce del “servizio” aggiuntivo, non sono tardati ad arrivare i clienti, provenienti, soprattutto, dalla zona sud della provincia e anche da Pesaro.
Una tecnica che permetteva a più utenti di vedere in chiaro le trasmissioni di Sky. Una pacchia per tutti coloro che, a fronte del pagamento di una cifra irrisoria, si ritrovavano con programmi di sport, cinema e cultura nella più completa disponibilità. Bastava acquistare la carta pirata e, eventualmente, installare il decoder, qualora non l’avessero già, e pagare l’abbonamento annuale. Una piccola cifra in confronto ai veri abbonamenti della rete (si aggira attorno a un decimo) e che naturalmente variava a seconda del tipo di pacchetto scelto dall’utente. Incluso nel servizio, l’aggiornamento costante dei codici, reperiti su internet, da parte del negozio che Sky, proprio per evitare giochetti simili, cambia continuamente.
La Polizia Postale è giunta al negozio cattolichino attraverso un’indagine volta a verificare e identificare tutti gli utenti che sul territorio ricevessero abusivamente segnali televisivi criptati. Un’indagine che prende le mosse da quella più ampia effettuata sull’intero territorio nazionale, partita da Catania, durante la scorsa estate e che ha permesso di sequestrare centinaia di decoder e individuare numerosi centri che si occupavano di questa attività. Anche al pesarese sono stati sequestrati decoder e tutto il materiale informatico che servirà alla Polizia per giungere agli utenti finali del servizio abusivo. Si presume, al momento, siano un centinaio, di cui ventiquattro sono già stati individuati, tra Cattolica, Morciano e Pesaro. Dovranno rispondere di truffa ai danni di Sky.