L’emendamento del Ddl Concorrenza sui buoni pasto ha ottenuto il voto favorevole in Commissione alla Camera dei deputati. La nuova normativa introduce un tetto massimo del 5% sulle commissioni applicate dalle società di emissione dei buoni pasto agli esercenti, sia nel settore pubblico che privato. Questa modifica mira a equilibrare il mercato dei buoni pasto e a garantire la sostenibilità del sistema per tutti gli operatori coinvolti.
Il nuovo provvedimento prevede che a partire dal 1° gennaio 2023, le commissioni massime applicate dalle società emittenti ai negozi e ai supermercati non potranno superare il 5% del valore nominale del buono pasto. Questa misura è stata accolta positivamente dal settore, in quanto rappresenta un passo avanti verso una maggiore equità nel sistema dei ticket restaurant.
Le nuove disposizioni del Ddl Concorrenza sui buoni pasto
Il recente emendamento al Ddl Concorrenza ha introdotto significative innovazioni nel settore dei buoni pasto. Un aspetto cruciale è il limite del 5% sulle commissioni applicate agli esercenti per l’accettazione dei ticket. Questo limite mira a uniformare il settore privato a quello pubblico.
Il tetto massimo del 5% sulle commissioni
Questa novità ha l’obiettivo di rendere il sistema più equo e sostenibile per tutti gli operatori del mercato. Le aziende emittenti dovranno rivedere gli sconti offerti alle aziende clienti. Non potranno più trattenere commissioni superiori al 5%.
Tempistiche di applicazione della normativa
Per i buoni pasto già in circolazione, è previsto un periodo di adeguamento fino al 31 agosto 2025. Le nuove commissioni si applicheranno immediatamente ai nuovi contratti. Dal 1° settembre 2025, si estenderanno anche ai buoni circolanti nel 2024.
Impatto sul settore privato
Questa riforma avrà un impatto significativo sul settore privato. Si stima che circa 300.000 accordi siano a rischio, con immediate conseguenze sulla fruibilità dei buoni pasto per i lavoratori. L’obiettivo è quello di allineare il sistema dei ticket al mercato europeo, rendendo il loro utilizzo più vantaggioso per le piccole imprese che li accettano.
Buoni pasto: caratteristiche e limiti di utilizzo attuali
I buoni pasto rappresentano un elemento cruciale del welfare aziendale, offrendo ai dipendenti un beneficio per le spese di pasto durante l’orario di lavoro. Questi ticket possono essere spesi in una vasta gamma di ristoranti, bar, mense aziendali e supermercati convenzionati.
Le principali caratteristiche dei buoni pasto includono:
- Importo massimo giornaliero: 8 euro per i buoni elettronici e 4 euro per quelli cartacei
- Cumulabilità: fino a 8 buoni per acquisto
- Non cedibilità né convertibilità in denaro
Da un punto di vista fiscale, i buoni pasto offrono vantaggi sia per i dipendenti che per le aziende. I lavoratori possono beneficiare di un’esenzione fiscale fino a un determinato importo. Le imprese, invece, possono dedurre il costo dei buoni pasto come spesa di rappresentanza.
Esistono però limiti nell’utilizzo dei caratteristiche buoni pasto. Ad esempio, non sono utilizzabili per l’acquisto di alcolici, tabacco o altri beni esclusi dalla normativa. Il loro utilizzo è anche limitato al periodo di attività lavorativa, non essendo validi durante le ferie o la malattia.
Nonostante questi limiti utilizzo, i buoni pasto continuano a essere un elemento fondamentale nel welfare aziendale. Contribuiscono al benessere dei dipendenti e migliorano la produttività sul luogo di lavoro.
Il ruolo di Federdistribuzione nella nuova normativa
Federdistribuzione, l’associazione che rappresenta le principali catene della grande distribuzione italiana, ha accolto positivamente l’emendamento al ddl Concorrenza. Questo emendamento stabilisce un tetto massimo del 5% sulle commissioni applicate dalle società di emissione dei buoni pasto agli esercenti nel settore privato.
La posizione di Carlo Alberto Buttarelli
Il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, ha definito l’emendamento come “un passo verso l’equilibrio nel mercato dei buoni pasto”. La nuova normativa permetterà agli esercenti di continuare a offrire il servizio senza incorrere in commissioni insostenibili.
Benefici per gli esercenti
Con il tetto massimo del 5% sulle commissioni, gli esercenti potranno mantenere l’accettazione dei buoni pasto senza subire un onere economico eccessivo. Questa misura aiuterà a preservare la rete di esercizi convenzionati, garantendo la continuità del servizio per i lavoratori.
Vantaggi per i lavoratori
I lavoratori beneficeranno della stabilità del sistema di welfare aziendale e della possibilità di continuare a utilizzare i buoni pasto presso gli esercizi convenzionati. Federdistribuzione ha sottolineato l’importanza di tempi di applicazione rispettosi per tutte le parti coinvolte.

Periodo transitorio e adeguamento del mercato
La nuova normativa sui buoni pasto introduce un periodo transitorio fino al 31 agosto 2025. Questo periodo è pensato per consentire agli operatori di adattarsi gradualmente alle nuove condizioni. Durante questo periodo, i buoni pasto già in circolazione manterranno le stesse condizioni concordate con gli esercenti. Coinvolge circa 300.000 aziende che utilizzano il sistema del welfare aziendale.
Dal 1° settembre 2025, tutti i buoni pasto dovranno rispettare il nuovo tetto massimo del 5% sulle commissioni applicate dalle società di emissione. Questa scelta mira a creare un mercato più equilibrato e sostenibile per tutti gli attori coinvolti. Tutela sia gli esercenti che i lavoratori.
Secondo le stime, il rischio di disruption per i circa 300.000 accordi di buoni pasto esistenti è stato minimizzato grazie a questo approccio graduale. Questa transizione fluida permetterà agli operatori di adeguarsi alle nuove condizioni senza subire eccessivi contraccolpi.
La periodo transitorio e il graduale adeguamento del mercato sono stati accolti positivamente dalle principali associazioni di categoria. Confesercenti e Federdistribuzione hanno sottolineato la necessità di tutelare gli esercenti dalle buoni pasto eccessive.
Impatto della riforma sul welfare aziendale
La riforma dei buoni pasto si propone di rendere il sistema più sostenibile, assicurando la continuità di questo fondamentale strumento di welfare aziendale. La diminuzione delle commissioni massime al 5% potrebbe stimolare un aumento dell’accettazione da parte degli esercizi commerciali. Questo, a sua volta, amplierebbe le scelte disponibili per i lavoratori.
Sostenibilità del sistema dei ticket
Il valore annuo del sistema dei buoni pasto in Italia si stima intorno ai 4 miliardi di euro. Prima, le società emettitrici potevano guadagnare fino al 20% del valore del buono. Tuttavia, il nuovo limite del 5% sulle commissioni potrebbe portare a un aumento dei prezzi dei ticket per le aziende che li offrono ai propri dipendenti.
Prospettive future per il settore
- Si prevede che l’emendamento possa comportare costi aggiuntivi di oltre 100 milioni di euro per la pubblica amministrazione e circa 180 milioni di euro per le aziende private, pari a circa 153 euro per lavoratore.
- È in programma un periodo di transizione fino al 31 agosto 2025 per l’attuazione completa della riforma, il che ha suscitato alcune critiche riguardo alla dilazione dei tempi da parte di alcuni operatori del settore.
- Nonostante i costi aggiuntivi, le prospettive future per il settore dei ticket restaurant sembrano positive, poiché un sistema più equilibrato e conveniente per tutte le parti coinvolte potrebbe favorire un aumento dell’utilizzo dei buoni pasto come strumento di welfare aziendale.
La reazione degli operatori del settore
Le opinioni degli operatori del settore buoni pasto sono state variegate. Matteo Orlandini, presidente di Anseb, ha espresso preoccupazione per il rischio di 300mila accordi. Ha anche menzionato le possibili conseguenze sulla fruibilità dei buoni pasto. Al contrario, Confesercenti ha accolto positivamente la riforma, considerandola una tutela per gli esercenti dai costi eccessivi.
Giancarlo Banchieri di Fiepet Confesercenti ha sottolineato l’importanza di rendere il sistema più equo e sostenibile. Ernesto Dalle Rive, presidente dell’Ancc-Coop, ha definito la riforma equilibrata. Ha espresso, però, rammarico per l’eccessiva dilazione dei tempi di applicazione.
Il settore degli operatori del mercato dei buoni pasto ha mostrato una reazione complessa. Ci sono state preoccupazioni su alcuni aspetti della riforma. Ma ci sono stati anche riconoscimenti dei suoi potenziali benefici per esercenti e lavoratori.





