DUE GIORNI CON I GIGANTI DEL CIELO

In occasione di Flying Days sui cieli di Rimini voleranno anche l’elicottero impiegato nelle ricerche della nave Concordia e l’Eurofighter, l’aereo da caccia europeo

RIMINI (T.T.) Dopo 17 anni di assenza, nel cielo riminese tornano a sfrecciare le Frecce Tricolori che, questo fine settimana, si esibiranno in occasione della manifestazione Flying Days organizzata dallo storico Aero Club di Rimini e da Giovanni Casadei in collaborazione con l’Aero Club d’Italia, l’Aeronautica Militare e il Comune di Rimini. Punto focale della manifestazione sarà piazzale Fellini che, per l’occasione, ospiterà gli addetti dell’aeronautica militare che, da terra, dovranno guidare le evoluzioni della Pattuglia Acrobatica Nazionale più numerosa e famosa al mondo. Quello delle Frecce rappresenta l’appuntamento più importante dei due pomeriggi dedicati all’aviazione sia civile che militare. Il sabato pomeriggio sarà dedicato alle prove, che non avranno nulla da invidiare rispetto allo show vero e proprio che si terrà domenica dalle 14.30 alle 17.30 circa. Tra gli assi dell’aviazione civile, si esibirà col suo velivolo Extra 300L Francesco Fornabaio, pilota solista Breitling. Particolarmente interessante il programma messo in campo dall’aeronautica militare che vedrà arrivare l’elicottero HH3F del 15° Stormo di Pisignano, impegnato dal reparto Sar per le operazioni di ricerca e soccorso in mare e utilizzato anche durante la tragedia della Costa Concordia. Il Reparto Sperimentale di Volo fornirà pezzi pregiati come il celebre Eurofighter, l’aereo da caccia di realizzazione interamente europea; il Tornado, che da oltre 20 anni garantisce la sicurezza dei cieli italiani e il C27J, lo straordinario aereo da trasporto truppe bimotore anche capace di acrobazie. Il centro del campo delle acrobazie sarà la spiaggia del Grand Hotel ma sarà possibile ammirare le evoluzioni lungo l’intera costa riminese. In piazzale Fellini verranno allestiti anche alcuni stand dove gli appassionati potranno trovare i gadget delle Frecce Tricolori e provare l’innovativo simulatore che dà la stessa sensazione di pilotare un Eurofighter.

DARIO FO INSEGNA ARTE, SATIRA E STORIA

Presentate ieri a San Marino la seconda e la terza sezione della triplice mostra del premio Nobel, che espone in tre distinti luoghi del centro storico

SAN MARINO Didattica prima di tutto. Dario Focon la sua mostra scende tra il popolo per spiegare, informare, senza nessuna moina da primo della classe. Così, fedele a se stesso, ieri Fo ha inaugurato la seconda e la terza parte della sua mostra sammarinese di cui aveva già inaugurato la prima, a palazzo Sums, la scorsa settimana. Tra il teatro Titano e la pinacoteca San Francesco il premio Nobel espone una serie di nuove opere. Dipinti ispirati a Leonardo e Michelangelo sono al teatro, mentre in pinacoteca la pittura richiama il santo di Assisi “che non amava essere chiamato santo”, come ha detto lo stesso Fo. L’intenzione dell’autore, lo sa fin troppo bene, non è quella di mostrare quanto sia bravo e colto ma è quella di dire ai giovani che “la scuola dovrebbe insegnare che l’arte nasce dal basso, per far capire meglio tutto quello che viene detto nell’arte”. E aggiunge: “Bisogna conoscere, sapere cosa c’è dietro ogni singola opera e il suo autore e capirne i reali significati. La mia vuole essere una mostra didattica”. E l’idea, senza girarci allargo, è proprio quella di insegnare qualcosa, d’informare tutti indistintamente sulla grande arte. A partire da Leonardo da Vinci di cui il genio Fo ha replicato un’opera di piccole dimensioni che descrive con ironia la situazione politica del ‘500. Si tratta, in sostanza, di un’allegoria dei grandi attori politici contemporanei all’artista, che vede la Francia trasformata in un bel giovane, la chiesa “che allora aveva eserciti e banche”, in una donna dalla doppia faccia. Una è affascinante, l’altra invece è il volto di un vecchio dal cui corpo spuntano serpenti.Poi c’è la rappresentazione della donna che stringe un pollo che sta sgozzando e le cui carni sono bramate da vicini cani randagi. Fo spiega: “Quel pollo è l’Italia che tutti volevano saccheggiare, mentre i cani randagi sono Germania, Austria, Spagna”.