Categoria: News

Contro il Lavoro Nero, Imprese a Punti

Pazzaglia (Sel-Fc) chiede di istituire, con la tassa di soggiorno, un fondo per chi denuncia lo sfruttamento

RIMINI Questa volta in consiglio comunale sono tutti d’accordo. O almeno così sembra. Il Comune deve intervenire in tutti i modo possibili per arginare il fenomeno del lavoro nero.
Il tema, caldo, è stato discusso ieri durante la seduta del consiglio comunale tematico. La proposta di convocazione è partita dalla minoranza, in particolare Fabio Pazzaglia (Sel e Fare comune), ma ha trovato terreno fertile anche tra i banchi della maggioranza. Ed è proprio da qui che è uscito un ordine del giorno che impegnava il sindaco Andrea Gnassi a dare del proprio meglio per contrastrare lo sfruttamento del lavoro.

CIAVATTA E BECCARI SONO I NUOVI REGGENTI

La nomina è avvenuta ieri. L’ex segretario di Stato per gli Affari Interni è alla sua seconda esperienza come capo di Stato. Prima volta per il collega

san marinoValeria Ciavatta di Alleanza popolare e il democristiano Luca Beccari sono i Capitani Reggenti per il prossimo semestre, dall’1 aprile all’1 ottobre.Ieri c’è stata la nomina da parte del Consiglio grande e generale, al termine del rituale tradizionale che vede i consiglieri prima recarsi in processione alla basilica del Santo per farsi ispirare nella scelta e poi tornare in aula per la votazione a scrutinio segreto. Dopo tre squilli di tromba il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Gian Carlo Venturini, ha poi dato l’annuncio dal balcone centrale del Palazzo Pubblico recitando la consueta formula di rito.Una cerimonia antichissima che affonda le sue radici nella notte dei tempi, ovvero agli albori della storia repubblicana.Il primo aprile ci sarà quindi la cerimonia di insediamento che vedrà come oratore ufficiale il presidente della Corte europea dei Diritti dell’uomo, Dean Spielmann.Valeria Ciavatta, alla sua seconda esperienza come reggente dopo quella del semestre ottobre 2003-aprile 2004, è diplomata al liceo classico e laureata in giurisprudenza. E’ sposata e ha due gemelle.Dal 1984 è funzionario dell’Ufficio del Registro e conservatoria dove, con funzioni di vice direttore, è stata responsabile anche dell’analisi dei processi e della innovazione tecnologica.E’ tra i soci fondatori di Alleanza Popolare, movimento politico nato nel gennaio 1993, per il quale ha ricoperto i ruoli di capogruppo e presidente. Prima di contribuire alla nascita di Ap ha militato nella Democrazia Cristiana dal 1978 al 1990. Siede in Consiglio grande e generale dal 1993, mentre da agosto 2006 a novembre 2012 ha ricoperto l’incarico di segretario di Stato per gli Affari Interni. Nel suo passato anche un’esperienza sindacale nella Confederazione Democratica dei Lavoratori Sammarinesi.Luca Beccari, per la prima volta come la più alta carica istituzionale, è ragioniere e laureato in economia, è sposato con un figlio.Dal 1997 è dipendente di Banca Centrale dove ha ricoperto diversi ruoli, tra cui responsabile del dipartimento di Tesoreria, mentre attualmente si occupa di relazioni internazionali ed è il responsabile del servizio Compliance.Nel 2006 e per tutta la passata legislatura è stato coordinatore del dipartimento Finanze. Nei suoi incarichi si è occupato prevalentemente di fiscalità, finanza pubblica e sistema bancario. E’ iscritto al Pdcs dal 1993, dal 2010 fa parte del Consiglio centrale e della direzione del partito ed è alla prima esperienza anche in Consiglio grande e generale.

AZIENDE SUL LASTRICO, È RECORD

Tra i tanti indicatori che, insieme al ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali e ai tanti lavoratori disoccupati, disegnano quel quadro di “economia di guerra” di cui ha parlato giovedì, in occasione dei festeggiamenti per il 25 aprile, il segretario della Cgil riminese Graziano Urbinati, c’è anche il dato, allarmante, dei fallimenti. Le chiusure di attività continuano infatti a moltiplicarsi in maniera incessante, a un ritmo persino superiore rispetto a quello dell’inverno-primavera dello scorso anno. Da gennaio sono state 27 le aziende fallite, che si vanno così ad aggiungere alle 93 del 2012, 73 del 2011 e 61 del 2010, per un totale dunque di 254 da quando è esplosa la crisi. Senza contare le procedure di fallimento o in alternativa di concordato preventivo (procedura, quest’ultima, cui si sta facendo un sempre maggior ricorso), che coinvolgono aziende del territorio, per la maggior parte del settore turistico, di cui si sono occupati altri tribunali diversi da quello di Rimini, che portano il numero a superare di slancio quota 270.

Il settore anche quest’anno più colpito è manco a dirlo quello edile e del legno, al quale appartengono del resto cinque delle sei aziende di cui è stato dichiarato il fallimento o il concordato preventivo ad aprile: si tratta di Co.Mar Arredamenti, fallita (l’ultima vittima in ordine di tempo, 11 aprile), Maestri Edili srl (concordato preventivo, 5 aprile), Edile Montebelli (fallimento, 4 aprile), Tecnoisol Service e la Edilnova (concordato preventivo, 4 aprile).

A queste poi si aggiunge Autopronti spa, storica concessionaria di Santarcangelo (concordato preventivo). E in effetti anche il settore dei trasporti è uno dei più colpiti: spicca ad esempio un mesa fa anche il fallimento di Autotrasporti Ca.m.a di San Giovanni in Marignano. Ma neppure le agenzie di viaggio sono risparmiate, settore, questo, che almeno fino a un anno e mezzo fa, sembrava essere stato risparmiato sostanzialmente dalla crisi. “Ma poi purtroppo quest’onda inarrestabile ha travolto anche loro – fa notare Massimo Fusini della segreteria Cgil di Rimini -. Del resto con la crisi gli italiani viaggiano meno o chi lo fa magari si avvale in misura sempre maggiore di altri strumenti, Internet su tutti” fa notare ancora Fusini. L’ultima agenzia in ordine di tempo di cui è stato dichiarato il fallimento, come si legge appunto nel sito del Tribunale di Rimini, è la Agenzia Viaggi e Turismo Drupa di Bellaria. “Ma con le agenzie – sottolinea ancora Fusini – è un po’ tutto il settore turistico a soffrire enormemente. Proprio da qui infatti potrebbero arrivare nei prossimi mesi diversi nuovi fallimenti.

Stessa cosa per il commercio, altro settore questo che in un primo momento sembrava al riparo dalla crisi. A essere a forte rischio sono soprattutto le attività più giovani, quelle che per intenderci hanno aperto i battenti tre-quattro anni fa e che in questo contesto non hanno i fondamenti per reggere. Se la stanno cavando un po’ meglio quelle – diciamo così –storiche, che pure hanno visto i loro guadagni sensibilmente ridotti dalla crisi”. Per i prossimi mesi dunque le previsioni dei sindacati sono assai fosche. L’unica speranza è che, lì dove possibile, venga utilizzato il concordato preventivo (o in alternativa quello in continuità) piuttosto che il fallimento: soluzione, la prima, più vantaggiosa dal punto di vista economico per i lavoratori.

CARTE PIRATA PER VEDERE SKY, DENUNCIATO NEGOZIANTE

Tutti i programmi di Sky a un prezzo irrisorio. Come? Attraverso le card pirata di un negozio di elettronica cattolichino. Un giochetto che ha messo nei guai il titolare, un pesarese di 43 anni, denunciato dalla Polizia Postale di Rimini per violazione del diritto d’autore. Si chiama “card sharing”, è uno sofisticato stratagemma che permette di condividere con più utenti l’abbonamento Sky. Pare fosse da mesi che il negozio aveva messo su questa attività parallela e quando si è iniziata a spargere la voce del “servizio” aggiuntivo, non sono tardati ad arrivare i clienti, provenienti, soprattutto, dalla zona sud della provincia e anche da Pesaro.

Una tecnica che permetteva a più utenti di vedere in chiaro le trasmissioni di Sky. Una pacchia per tutti coloro che, a fronte del pagamento di una cifra irrisoria, si ritrovavano con programmi di sport, cinema e cultura nella più completa disponibilità. Bastava acquistare la carta pirata e, eventualmente, installare il decoder, qualora non l’avessero già, e pagare l’abbonamento annuale. Una piccola cifra in confronto ai veri abbonamenti della rete (si aggira attorno a un decimo) e che naturalmente variava a seconda del tipo di pacchetto scelto dall’utente. Incluso nel servizio, l’aggiornamento costante dei codici, reperiti su internet, da parte del negozio che Sky, proprio per evitare giochetti simili, cambia continuamente.

La Polizia Postale è giunta al negozio cattolichino attraverso un’indagine volta a verificare e identificare tutti gli utenti che sul territorio ricevessero abusivamente segnali televisivi criptati. Un’indagine che prende le mosse da quella più ampia effettuata sull’intero territorio nazionale, partita da Catania, durante la scorsa estate e che ha permesso di sequestrare centinaia di decoder e individuare numerosi centri che si occupavano di questa attività. Anche al pesarese sono stati sequestrati decoder e tutto il materiale informatico che servirà alla Polizia per giungere agli utenti finali del servizio abusivo. Si presume, al momento, siano un centinaio, di cui ventiquattro sono già stati individuati, tra Cattolica, Morciano e Pesaro. Dovranno rispondere di truffa ai danni di Sky.

POLITICI E MAFIA A SAN MARINO. LA RELAZIONE INTEGRALE

COINVOLTI VIP DELLA POLITICA E DEGLI AFFARI

SAN MARINO – Bufera a San Marino sui rapporti tra mafia e politica, anche se qualcuno degli interessati già minaccia querele. La relazione della commissione per il fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata, lunga più di 100 pagine e letta per 4 ore in consiglio grande e generale, scuote il Titano, come già aveva anticipato NQ due settimane fa. Attraverso la vicenda Fincapital la commissione segna le responsabilità di dipendenti pubblici e politici, entrambi cardine del sistema malavitoso che ha operato a San Marino passando per l’avvocato Livio Bacciocchi e il boss della camorra Francesco Vallefuoco. Sul banco degli imputati della commissione antimafia salgono l’ex capitano reggente, Gabriele Gatti, e l’ex segretario di stato per gli affari esteri, Fiorenzo Stolfi, i quali, accanto al “sottobosco affaristico che ha spalancato le porte a Vallefuoco in territorio sammarinese”, si sarebbero prestati “a coltivare rapporti con persone afferenti al mondo della criminalità organizzata”, conclude la relazione.

ALBERTO MOCCHI NUOVO DIRETTORE GENERALE DI CARIM

Alberto Mocchi è il nuovo direttore generale di Banca Carim. Lo ha reso noto il commissario straordinario Piernicola Carollo sottolineandone il “qualificato profilo professionale, già sperimentato a vantaggio del Gruppo”. “La nomina – ha aggiunto Carollo – risponde all’esigenza primaria di assicurare stabilmente la guida aziendale e di avviare proficuamente il rilancio della Banca, in uscita dall’amministrazione straordinaria”.

E difatti la nomina di Mocchi precede di appena 10 giorni la convocazione dell’assemblea straordinaria dei soci (con all’ordine del giorno l’elezione del futuro cda) che segnerà l’uscita dal lungo periodo di commissariamento. “Soddisfazione per la nomina del dott. Alberto Mocchi a Direttore Generale di Banca Carim” viene espressa dalla Fondazione Carim che in una nota ricorda che “da tempo il Dott. Mocchi era stato individuato dalla Fondazione, nella sua veste di azionista di controllo, per ricoprire il ruolo direzionale della Cassa, presentando caratteristiche, competenze ed esperienze coerenti con il profilo di banca territoriale che è proprio di Carim”.

“TORNIAMO TRA LA GENTE”

RIMINI E’ una corsa a tre, quella per la segreteria comunale del Pd. Federico Berlini, Edmund Kumaraku e Samuele Zerbini, il consigliere comunale che si è fatto avanti negli ultimi tre giorni prima della scadenza. Non è stato di certo difficile per lui raccogliere le firme richieste: molti attendevano e qualcuno sperava nella sua candidatura.

Consigliere Zerbini, come mai questa scelta all’ultimo?

“In queste settimane ho ricevuto molte richieste da diverse parti. Volevano che mi mettessi in gioco per occupare questo ruolo. Ci ho pensato e ho deciso di accettare anche questa nuova sfida”.

Con quali obiettivi?