giovedì 27 novembre 2014 | 08:54

Luca Luzi, sfida da Ironman

TRIATHLON - Unico riminese in gara nel più importante e difficile evento europeo di specialità, che si svolge a Nizza il 23 giugno

Luca Luzi, sfida da Ironman
"E' iniziato tutto per gioco dopo anni passati tra i motori. Mi alleno con gli amici del TDRimini. Con un pizzico di sana paura e tanta emozione credo di essere pronto. Vorrei finirla in 13 ore"
RIMINI La sfida delle sfide nella gara delle gare. Gioco di parole obbligatorio per definire quello che Luca Luzi si appresta ad affrontare il prossimo 23 giugno. E’ unico riminese iscritto nel più importante appuntamento di Triathlon a livello europeo: l’Ironman di Nizza. Lo abbiamo intervistato in piena preparazione, un mese lo divide da quella che è a tutti gli effetti una impresa sportiva per pochi eletti. I numeri parlano chiaro: 3,8 km di nuoto, 180 km di bici e gli ultimi 42,2 di corsa (la distanza della maratona!). Nella vita di tutti i giorni si definisce un commerciante-artigiano, ha appena aperto sotto casa (a Rimini, in via Campania, zona Palacongressi) “EvoLUZIone” un attrezzato Bike Garage, officina di riparazione per bici e shop specializzato per i triathleti, unico nel genere a Rimini. “Tutto è iniziato quattro anni fa per gioco e per scommessa - racconta il 33enne che ha anche una laurea in Scienze Motorie - dopo una vita passata tra i motori, sia come pilota, che come meccanico (lavorando un anno anche nel Motomondiale, ndr), sono passato alla bicicletta iscrivendomi a una gara sprint di Triathlon. Da quel momento non ho mai smesso di pensare che il mio obiettivo fosse l’Ironman. Ho iniziato a frequentare il TDRimini, ragazzi con i quali mi alleno da anni, alcuni dei quali sono amici da una vita. Di gare all’attivo ne ho davvero poche in curriculum, ma mi sono sempre preparato metodicamente e con impegno, non importa se con freddo, sole o pioggia. E’ proprio su tutta la fatica consumata nell’ultimo anno che confido nel raggiungere il mio obiettivo: finire con onore l’Ironman di Nizza”.

In che modo ci si prepara per una strapazzata del genere? “L’allenamento è stato vario, indicativamente continuo a passare dalle 7 alle 12 sedute settimanali intervallando nuoto, bici e corsa, cercando di incastrare il tutto con il lavoro”.

A Nizza lo seguiranno la famiglia e gli amici più stretti. C’è bisogno di un buon sostegno morale nell’affrontare una corsa del genere. “E’ considerata da tutti una gara super impegnativa ed è proprio per questo motivo che mi sono buttato in questa nuova avventura. Ma prima ho voluto documentarmi ascoltando anche i pareri di atleti che l’hanno già vissuta. Con un pizzico di sana paura e tanta emozione credo di essere pronto, o almeno lo spero. Se tutto va bene vorrei finirla entro le 13 ore”.

Esiste una tattica per gestirsi al meglio? “La frazione ciclistica sarà a me più congeniale, quella che mi permetterà di recuperare le forze dopo le fatiche del nuoto e preparare quella podistica, in assoluto la più impegnativa. Il nuoto non dovrebbe darmi problemi, partirò con il mio passo cercando, almeno nel primo chilometro, di evitare ingaggi con gli altri partecipanti. Passato il primo momento, spero di trovare l’equilibrio giusto tra sforzo e scivolamento per concludere la prima frazione in circa 75 minuti. In bici proverò a mantenere un ritmo che mi permetta di conservare le forze necessarie per la frazione podistica. Vorrei stare sulle 7 ore anche se l’altimetria si avvicina ai 2.500 metri di dislivello, non proprio una passeggiata. Poi dovrò correre più con la testa che con le gambe per arrivare alla finishline, un passo giusto per non sforzare le articolazioni e finire il fiato, dovrò ascoltare profondamente il mio corpo e concedergli il giusto compromesso per la riuscita”. Info: www.ironmannice.com.

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