PREMESSA Il Rapporto sull’Economia della provincia di Rimini, arrivato...
24 gennaio 2012 - 09:49
Balacchi, com'è stato il risveglio?
“Ancora non ci credo. Una vittoria importante che sento soprattutto come italiana: la nostra cultura, a livello di profumi e sapori, è sempre all'avanguardia”.
Lasciamo da parte lo zucchero. E' vero che il suo debole è per il cioccolato?
“Sì, la mia più grande passione. Una vera e propria arte: da qualche anno mi occupo di consulenza. Insomma, giro le pasticcerie di tutto il mondo per insegnare come si lavora il cioccolato”.
Dalle campagne di San Vito alle cucine di tutto il mondo, un bel viaggio. Un pensierino a casa non lo fa mai?
“Certo, il sogno più grande è quello di aprire una cioccolateria tutta mia. E, perché no, non sarebbe male farlo proprio a Rimini. Cioccolato abbinato al gelato magari, così si lavora anche d'estate”.
E pensare che a Rimini lei aveva studiato al liceo scientifico Serpieri. Buffo, no?
“E perché mai? Sembra strano, ma certe nozioni di matematica e chimica mi sono servite un sacco anche in cucina. Ho sempre avuto un debole per le scienze e per lo studio, ma poi a casa facevo anche la ciambella”.
Si tolga per un attimo il “toque blanche”. E' golosa anche a tavola?
“Mi piace mangiare bene soprattutto. Non sono golosa, ma sono buongustaia. Ho sempre l'occhio clinico di chi sta in cucina e, al lavoro come a tavola, sono i dettagli che fanno la differenza”.
Ha un dolce preferito?
“Non vorrei sembrare scontata dicendo che adoro il dessert con cui ho vinto il campionato mondiale, però è davvero buono. Vado allora sul classico: la torta Saint-Honore. Ma mi creda, non è facile fare la vera pasta sfoglia”.
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